Vi porto con me durante una consulenza

Vi porto con me durante una consulenza

Quando qualcuno mi chiede cosa faccio durante una consulenza, la risposta non è mai semplice. Perché ogni volta è diversa dalla precedente. Cambiano le persone, gli spazi, le esigenze. Cambia il modo in cui ogni cliente si rapporta con il proprio armadio e con ciò che contiene.

Eppure c’è un fil rouge che resta sempre: creare un sistema che funziona davvero. Non un armadio bello da guardare, ma uno spazio che semplifichi la vita di chi lo usa ogni giorno.

Questa volta vorrei portarti con me in una consulenza di organizzazione dell’armadio di una delle mie clienti. Quella che abbiamo fatto a casa di Jessica. Un armadio a tre ante scorrevoli che non la soddisfaceva più, non per mancanza di spazio, quello c’era, bensì l’assenza di un sistema davvero su misura per lei.
I vestiti erano lì, ma trovarli era diventato difficile e ogni volta che apriva le ante la sensazione era di dover cercare nel caos.

Quando Jessica mi ha contattata per raccontarmi del suo armadio disorganizzato, è stato chiaro fin da subito che si trattasse di un armadio che aveva bisogno di un punto di vista nuovo.
E parlando poi delle sue esigenze, durante la giornata di consulenza, è diventato ancora più chiaro che non servisse rivoluzionare tutto, ma che bastava dare un senso a ciò che c’era già.

A supportarmi c’erano Ilaria e Giulia, due ragazze del mio team. Abbiamo lavorato per circa 7 ore. Jessica è stata presente per l’intera durata e la sua presenza è stata decisiva in ogni scelta, dal decluttering alla riorganizzazione vera e propria.

In questo articolo voglio raccontarvi tutto di questa giornata: come abbiamo iniziato, cosa abbiamo fatto, perché abbiamo fatto certe scelte e non altre. Perché a volte i dettagli che sembrano banali sono quelli che fanno tutta la differenza.

Prima della consulenza: la preparazione

Una consulenza di organizzazione dell’armadio non inizia il giorno in cui arriviamo a casa del cliente. Inizia prima, già dal primo contatto.

Quando Jessica ci ha contattate, la prima cosa che abbiamo fatto dopo aver visto qualche video degli spazi che voleva riorganizzare, è stata parlare con lei di come usa il suo armadio, delle difficoltà di gestione e di come si muove nella sua quotidianità. Queste informazioni sono fondamentali perché senza di esse non potremmo creare un sistema su misura che funzioni davvero.

Solo dopo questa prima conversazione, abbiamo potuto stabilire il tempo necessario per la consulenza che ci ha poi portate a fissare la data per la nostra giornata insieme.

Il passo successivo, è la preparazione della shopping list, una lista di accessori e organizer utili durante la riorganizzazione.
Grucce uniformi, scatole basse per i cassetti, contenitori per il letto contenitore, scatole aperte. Questa lista viene sempre studiata appositamente per gli spazi ed è quindi diversa ogni volta.
È per noi fondamentale pensarla appositamente per ogni cliente, in modo che non faccia acquisti generici o inutili.

L’acquisto è sempre opzionale, il nostro team può lavorare con ciò che il cliente ha già a disposizione, senza bisogno di acquisti aggiuntivi.
Ma avere gli organizer giusti il giorno della consulenza fa la differenza: non ti fermi a metà, non devi improvvisare.

Questo è diverso da comprare organizer a caso sperando che servano. Se stai organizzando da sola il tuo armadio, ragiona prima sugli spazi e sui quantitativi. Guarda cosa hai, dove lo vuoi mettere, di che dimensioni servono i contenitori. Poi compra. Non il contrario.
In questo articolo trovi una lista di tutti gli organizer che possono servirti per riorganizzare il tuo armadio.

Una volta sistemate queste cose è tutto pronto per la giornata di riorganizzazione effettiva.

 

Il punto di partenza: quando l’armadio non funziona

Jessica ci ha contattato qualche settimana prima della consulenza. Una famiglia da gestire, lavoro, vita piena. Il suo problema non era avere troppi vestiti, era l’armadio che non funzionava più.

Non c’era una logica chiara nella disposizione. I capi erano stati inseriti senza criterio, trovare qualcosa significava dover cercare, aprire l’armadio ogni mattina diventava frustrante invece che funzionale.

Il suo era un armadio capiente: tre ante scorrevoli, spazio in abbondanza. Un’anta era del marito (quella non l’abbiamo toccata), le altre due erano di Jessica, con una configurazione classica: zona appeso in alto, ripiani e cassetti sotto.

Aveva già fatto il cambio stagione e i vestiti fuori stagione erano riposti altrove. Questo è un dettaglio importante: stavamo lavorando solo sui capi che Jessica usava effettivamente in questo periodo.

 

 

Il giorno della consulenza: come iniziamo

Siamo arrivate la mattina, Jessica era motivata e felice che fosse finalmente arrivato il giorno. Aveva prenotato con un po’ di anticipo e l’attesa aveva aumentato l’aspettativa.

La prima cosa che abbiamo fatto è stata andare a vedere insieme cosa c’era davvero nell’armadio.

Non abbiamo svuotato tutto insieme, l’abbiamo fatto in maniera graduale, procedendo una sezione per volte.

Quando i vestiti sono nell’armadio li percepisci in modo frammentato. Quando sono davanti a te, invece riesci a capire meglio cosa e quanto hai.

Poi inizia la suddivisione in categorie. Questo è il passaggio fondamentale, quello che fa la differenza tra un armadio organizzato e un armadio semplicemente riordinato.

Ogni capo va nella sua categoria: maglie, camicie, pantaloni, gonne, vestiti, felpe, maglioni, giacche. Poi accessori: borse, cinture, sciarpe. Ogni cosa con le sue simili.

Questa suddivisione serve a due scopi. Il primo è pratico: vedi esattamente quanto hai di ogni cosa. Il secondo è psicologico: rende il decluttering più facile.

Il decluttering: scegliere cosa lasciare andare

Con tutto diviso in categorie, inizia la parte del decluttering. Questa è l’unica fase dove la presenza del cliente è davvero importante. Noi possiamo consigliare, guidare, fare domande. Ma solo Jessica ha potuto decidere cosa tenere e cosa lasciare andare.

Jessica è stata molto decisa. Categoria per categoria, ha valutato ogni capo: cose che non la rappresentavano più, vestiti che non metteva da anni, pezzi che aveva tenuto per abitudine ma che non amava davvero.

Non per tutti è così lineare. C’è chi fa più fatica, chi si blocca, chi ha bisogno di più tempo per ogni decisione. Noi siamo sempre pronte a dare supporto, ma non obblighiamo mai nessuno.

E qui è importante dire una cosa: fare spazio nel guardaroba non significa necessariamente buttare. Puoi donare, vendere, regalare a chi potrebbe usare davvero quei capi, ci sono molti modi per dare una seconda vita alle cose che scegli di lasciare andare.

Nel caso di Jessica non sono emerse particolari criticità. È stato un momento liberatorio più che difficile, eliminare ciò che non le serviva più le ha dato una sensazione di leggerezza immediata.

 

La riorganizzazione: creare un sistema che funzioni

Con il decluttering completato, inizia la riorganizzazione vera e propria. Qui Jessica si è assentata per circa un’ora e mezza.

Non è obbligatorio che il cliente sia sempre presente durante questa fase: se non c’è, facciamo una panoramica di tutto prima che se ne vada e durante la giornata lavoriamo poi sulla base di quello che ci siamo detti prima.
Se invece il cliente resta, come ha fatto Jessica per buona parte del tempo, tutte le decisioni si prendono insieme in corso d’opera. In entrambi i casi, il risultato finale sarà su misura.

Proprio per questo, prima che Jessica ci lasciasse da sole, abbiamo discusso tutte le sue esigenze. Come si veste al mattino, quali capi usa più spesso, cosa le serve a portata di mano, cosa può stare più in alto. Queste informazioni guidano ogni decisione che prendiamo.

L’armadio di Jessica aveva una configurazione particolare: l’anta sinistra era interamente sua con l’appeso in alto, ripiani a cubo nel mezzo, tre cassetti sotto; la zona centrale aveva una parte d’appeso condivisa con il marito, che abbiamo usato per le giacche di entrambi e sotto alcuni cassetti. Nella parte più alta di entrambe le ante c’erano ripiani alti, perfetti per cose da tenere a vista ma meno a portata.

Abbiamo lavorato categoria per categoria, esattamente come durante il decluttering. Le maglie nei cassetti, divise per tipologia, i pantaloni appesi, le gonne tutte insieme, le giacche nella zona condivisa. Infine gli accessori nelle scatole trasparenti, così che si potesse vedere il contenuto senza dover aprire.

Le grucce uniformi fanno una differenza enorme. Non solo estetica, anche se l’impatto visivo conta, ma soprattutto pratica: occupano meno spazio, i vestiti non scivolano e l’appeso è più ordinato e funzionale.

Abbiamo usato divisori in tessuto per i cassetti, perfetti per tenere separati i vari tipi di indumenti senza che si mescolassero e scatole per il letto contenitore dove sono finite coperte extra, scarpe stagionali, tessili, capi natalizi, zaini e borse da viaggio, cuscini e il piumone pesante.

Non abbiamo liberato spazio nell’armadio di Jessica. Lo spazio c’era già, abbiamo distribuito tutto in maniera più funzionale, ogni cosa al suo posto, ogni categoria nel suo spazio dedicato.

 

Il risultato: consapevolezza e funzionalità

Quando Jessica ha visto l’armadio finito, la sua reazione è stata quello che cerchiamo sempre: sollievo, leggerezza e la soddisfazione di chi guarda uno spazio e capisce immediatamente come usarlo.

La suddivisione in categorie le ha dato consapevolezza di ciò che possiede ed ora sa esattamente dove trovare ogni capo quando lo cerca. Apre il cassetto delle maglie e ci sono le maglie, divise per tipologia, apre l’anta e trova tutte le gonne e tutti i pantaloni ben divisi.

Un armadio organizzato per categorie cambia il modo in cui ti vesti al mattino perchè ti permette di scegliere, non di cercare. Non ti arrabbi perché non trovi quella cosa, vai direttamente dove sai che è.

Durante l’intera giornata abbiamo percepito la motivazione di Jessica, era coinvolta, interessata e presente. E questa presenza ha fatto sì che il risultato fosse esattamente quello che lei desiderava, integrato perfettamente nella sua quotidianità.

 

Cosa rende una consulenza efficace: i dettagli che contano

Dopo anni di consulenze, so che alcune cose fanno la differenza tra un armadio che funziona e uno che sembra solo ordinato.

La suddivisione in categorie è fondamentale. Anche quando i capi finiscono nello stesso spazio, come nel caso delle giacche di Jessica e del marito sulla stessa asta, la logica per categorie mantiene l’ordine.

Le grucce uniformi non sono un optional estetico. Occupano meno spazio, facilitano lo scorrimento lungo l’asta, tengono meglio i capi. L’ordine percepito aiuta a mantenere l’ordine reale.

Gli organizer giusti al momento giusto fanno la differenza. Jessica li aveva comprati seguendo la shopping list che le avevamo mandato. Erano pronti, delle dimensioni giuste e realmente funzionali. Se stai organizzando da sola, prenditi il tempo di capire cosa ti serve davvero prima di comprare, misura gli spazi, valuta i quantitativi, poi acquista. Gli organizer sbagliati diventano solo altri oggetti da gestire.

Il cambio stagione strategico rende tutto più gestibile. Jessica aveva già messo via i capi fuori stagione, questo significa che nell’armadio c’era solo quello che usava effettivamente. Meno volume, più chiarezza, più funzionalità.

La consapevolezza di ciò che possiedi arriva quando dividi tutto per categorie. Vedi le dieci maglie nere tutte insieme e capisci che forse dieci sono troppe o capisci che sono poche perché le usi tutte. La consapevolezza ti permette di fare scelte migliori, sia quando organizzi che quando compri.

 

Consulenza vs fai-da-te: quando serve un professionista

Molte persone mi chiedono se possono organizzare l’armadio da sole o se serve davvero una consulenza. La risposta è: dipende.

Se il problema è semplicemente mettere ordine, probabilmente puoi farlo da sola seguendo una logica per categorie e usando gli spazi in modo funzionale.

Una consulenza serve quando:

  • Non sai da dove iniziare e questo ti blocca
  • Hai provato a organizzare più volte ma dopo poco torni al caos
  • Vuoi un risultato personalizzato sulle tue abitudini reali
  • Il decluttering ti mette in difficoltà e serve supporto
  • Vuoi risparmiare tempo e avere la certezza di ottenere un risultato che funziona

Nel caso di Jessica, la consulenza le ha dato due cose che da sola avrebbe fatto più fatica a ottenere: un metodo chiaro e un risultato calibrato esattamente sulle sue esigenze.

La presenza durante la consulenza, soprattutto durante il decluttering, è importante ma non sempre necessaria per tutto il tempo. Durante la riorganizzazione, se il cliente ha spiegato bene le sue abitudini, possiamo lavorare anche in autonomia.

L’armadio che funziona per te

Questa consulenza mi ha ricordato una cosa che so ma che è sempre bello riconfermare: organizzare non è questione di spazio, è questione di metodo.

L’armadio di Jessica aveva lo spazio che serviva e, dopo il decluttering, abbiamo creato un sistema che ha senso per la sua quotidianità. Sette ore che hanno trasformato un armadio scomodo in uno funzionale, non solo più bello ma soprattutto più utile.

Se stai pensando a una consulenza per il tuo armadio, o se vuoi provare a organizzarlo da sola, ricorda questo: l’obiettivo non è l’armadio perfetto da mostrare. L’obiettivo è l’armadio che funziona per te, che ti fa risparmiare tempo al mattino, che ti permette di vedere cosa hai e usarlo davvero.

 


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Ogni armadio è diverso. Ogni soluzione è su misura.

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