Prima di tutto: le regole base
Prima di scegliere quale pianta mettere dove, vale la pena capire le regole di base. Cambia la pianta, cambia la stanza, cambia il clima, ma alcune cose restano quasi sempre uguali.
La luce conta più di tutto
È la cosa numero uno che determina se una pianta starà bene o no. Non tutte le piante hanno bisogno della stessa quantità di luce: alcune adorano il sole diretto, altre preferiscono l’ombra. Prima di comprare una pianta, guarda dove la vuoi mettere e capisci quanta luce c’è in quel punto della casa. Se è un angolo buio, non mettere una pianta che ha bisogno di luce forte: lei non sopravviverà a lungo e tu ti sentirai frustrata per la mancanza di pollice verde.
L’innaffiatura non deve essere fatta troppo spesso
Questa è la cosa che la maggior parte delle persone sbaglia. Le piante da appartamento hanno quasi tutte bisogno di meno acqua di quanto pensiamo. Meglio innaffiarle meno spesso ma bene, aspetta che il terriccio sia asciutto prima di bagnarlo di nuovo. Se il terriccio resta umido per giorni, le radici possono marcire. Un errore comune e quasi sempre irreparabile. In ogni caso controlla le esigenze della tua pianta, così da capire con che frequenza annaffiarle.
La temperatura della stanza conta
Le piante da appartamento vengono quasi tutte da regioni tropicali: hanno bisogno di ambienti caldi, meglio se sopra i 15 gradi, fai quindi attenzione alle zone della casa troppo fredde o dove passano correnti d’aria. Ricorda però di non metterle mai sopra o in prossimità dei termosifoni: il calore diretto e l’aria secca le danneggiano.
Un ultimo dettaglio pratico
Se hai animali domestici in casa, controlla sempre se la pianta che vuoi comprare è tossica per loro. Alcune, come la Stella di Natale o l’aloe vera, sono velenose se ingerite. Non vale la pena rischiare.
Soggiorno: pianta grande, visibile e resistente
Il soggiorno è di solito lo spazio più grande e quello in cui passi più tempo. Le piante qui devono essere visibili, magari anche un po’ ambiziose in dimensioni. Piante più grandi non richiedono necessariamente più cure, ecco quelle che ti consiglio.
La Monstera è una delle scelte più popolari e non per caso. Le sue foglie forate sono iconiche, cresce in altezza, dando un impatto visivo forte anche in uno spazio grande. Ha bisogno di luce indiretta e di innaffiature regolari, ma non è capricciosa. Mettila vicina a una finestra, ma non sotto il sole diretto e saprà dare il meglio di sé.
Il Pothos è un’altra storia. È una pianta rampicante che si adatta a quasi tutto: mensole, scaffali, angoli. Le foglie a cuore sono delicate e il verde è vivace. Il lato più bello di questa pianta è che non ha bisogno di molta cura: resiste anche se la dimentichi per un po’. E purifica l’aria dal benzene e dal monossido di carbonio.
Se vuoi qualcosa di più imponente e elegante, la Kentia (una palma) funziona perfettamente in un angolo del soggiorno. Tiene bene anche in condizioni di luce non ottimale e non richiede cure particolari o annaffiature frequenti.
Camera da letto: piante che lavorano mentre dormi
Qui il discorso cambia un po’. La camera da letto è uno spazio chiuso, dove passi le ore di riposo, e le piante che scegli hanno un ruolo diverso da quelle del soggiorno. Non devono avere solo un ruolo estetico, prima di tutto è bene che ti aiutino a migliorare la qualità dell’aria mentre dormi.
La Sansevieria (la famosa “lingua di suocera”) è la pianta numero uno per questa stanza. Ha una caratteristica poco conosciuta: a differenza di quasi tutte le altre piante, produce ossigeno anche di notte. Questo la rende ideale per la camera da letto. È resistente, sopravvive con poca luce e poca acqua, e purifica l’aria dalla formaldeide. Se hai una sola pianta in camera, questa è la scelta.
L’Aloe vera è un’altra ottima opzione. Anch’essa rilascia ossigeno di notte, è una pianta succulenta che ha bisogno di poche attenzioni: una zona luminosa e qualche annaffiatura sporadica. In più, ha proprietà lenitive che ti tornano utili se mai ti serve un po’ di gel per una scottatura fatta ai fornelli.
Cucina: calore, umidità e magari qualcosa di utile
La cucina è un ambiente caldo e spesso umido. Le piante qui devono essere abituate a queste condizioni, senza soffrire troppo per i vapori della cottura.
Il Pothos torna anche qui, perché si adatta davvero a tutto.
Mettilo su un ripiano alto o su un mobile angolare: cresce verso il basso in modo delicato e non prende troppo spazio.
Lo Spatifillo (giglio della pace) è tra le piante più efficaci per purificare l’aria, specialmente in ambienti come la cucina dove possono accumularsi sostanze dalla cottura. Non ha bisogno di luce diretta, anzi la evita volentieri, e si trova bene nell’umidità.
E poi, una cosa pratica: se hai un davanzale in cucina con un po’ di luce, le erbe aromatiche come basilico, rosmarino e timo non sono solo belle da vedere. Sono anche molto utili per aiutarti ad arricchire tutti i tuoi piatti.
Presta però attenzione a tenerle al riparo dalle temperature troppo fredde o troppo calde.
Bagno: umidità alta, luce spesso poca
Il bagno, a prima vista, è uno degli ambienti più difficili per le piante, soprattutto se ne hai uno senza finestre. Eppure è proprio qui che alcune specie sono perfette, l’umidità che si genera dalle docce e dai bagni è esattamente quello che certe piante cercano.
Le orchidee sono perfette per il bagno. Ci vogliono umidità e luce indiretta, e il bagno le offre entrambe in modo naturale. Non sono la piante più semplici da curare, ma se riesci a dar loro un minimo di attenzione, ti ripagano con dei fiori bellissimi.
La Felce di Boston è un’altra scelta classica. Ama l’umidità, la luce diffusa senza sole diretto, e le temperature moderate. Appesa o su un ripiano alto, scende in modo cascante e dà un effetto molto naturale a uno spazio che spesso rischia di sembrare asettico.
Lo Spatifillo, si trova bene nei bagni poco luminosi e sopporta l’umidità senza problemi. In più purifica l’aria da sostanze come formaldeide e benzene, presenti spesso nei prodotti di pulizia che usi proprio in questo ambiente.
Ufficio o studio a casa: concentrazione e resistenza
Se lavori da casa, anche lo studio merita un po’ di verde. Le piante qui non devono solo stare bene: devono anche sopravvivere in un ambiente in cui magari l’attenzione verso di loro non è prioritaria.
Il Pothos ancora, perché è davvero indistruttibile. Funziona anche in condizioni di luce scarsa e non ti pesa in termini di manutenzione.
La Zamioculcas (anche conosciuta come ZZ plant) resiste senza problemi: sopravvive in penombra, con pochissima acqua, in quasi qualsiasi condizione. Non è la pianta più appariscente, ma non ti darà mai problemi. Perfetta per chi ha poco tempo e meno voglia di pensarci.
La Tillandsia è un caso speciale. È una piccola pianta che non ha bisogno di terra e si nutre dell’umidità. Oltre a questo, secondo alcuni studi viene usata per il suo effetto sulla qualità dell’aria in ambienti con molto elettrosmog, cioè in vicinanza di computer e schermi.
Le piante più resistenti per chi non ha il pollice verde
Se la tua paura principale è che le piante muoiano subito non appena le porti a casa, tieni a mente questa lista. Quelle che ti elenco qui di seguito, sono tutte piante che sopravvivono anche con cure minime, perfette per chi inizia o per chi semplicemente non ha tempo di pensarci ogni giorno.
La Sansevieria è quasi indistruttibile. Poco acqua, poca luce, poche cure.
Il Pothos si adatta quasi a tutto. Dimenticalo per settimane, non morirà. Mettilo in un angolo buio, tirerà avanti.
La Zamioculcas sopravvive con pochissima acqua e in condizioni di luce scarsa. È la pianta per chi teme di commettere crimini botanici.
L’Aloe vera ha bisogno di luce ma non di molta acqua. Essendo una pianta succulenta, immagazzina l’acqua nelle foglie e ti perdona le mancate annaffiature.
L’Edera cresce quasi da sola, si adatta a diversi livelli di luce e non richiede attenzioni particolari. Mettila da qualche parte dove può scendere e dimenticati quasi di averla.
E il vaso? Anche quello conta
Quando si parla di piante in casa si pensa quasi sempre alla pianta e si dimenticano i vasi. Eppure sono proprio loro a determinare come la pianta si integra nello spazio, visivamente e praticamente.
La prima cosa da tenere a mente è che il vaso deve avere il foro di drenaggio. Se non c’è, l’acqua resta lì sotto e le radici marciscono. Se il vaso che ti piace non lo ha, usalo come contenitore esterno: metti dentro un vaso funzionale con foro e nascondilo dentro quello bello. Problema risolto senza rinunciare all’estetica.
Per quanto riguarda lo stile, non serve che tutti i vasi della casa siano uguali. Anzi, meglio se li differenzi nelle diverse zone. Quello che funziona è che abbiano una certa coerenza con lo spazio in cui stanno: un vaso in terracotta rustico sta bene in cucina o in uno studio caldo, uno minimalista in grigio o bianco si adatta meglio a soggiorni più essenziali.
Una cosa pratica: le piante crescono. Il vaso che oggi sembra perfetto tra sei mesi potrebbe essere troppo piccolo. Tienilo a mente quando compri: meglio un vaso con un po’ più di spazio piuttosto che uno dove la pianta sembra stare già stretta e che dovrai cambiare dopo poco.
E se hai difficoltà a capire quando annaffiare le tue piante, un igrometro (link off) ti può aiutare davvero. Misura l’umidità del terreno e ti dice esattamente quando è il momento di dargli l’acqua. Io lo uso e mi trovo molto bene: basta infilarlo nel vaso e controllare ogni tanto il livello di umidità, saprai subito se la pianta ha bisogno di essere annaffiata o se può aspettare ancora qualche giorno. È particolarmente utile se hai più piante con esigenze diverse, perché ti toglie ogni dubbio e ti evita sia di annaffiare troppo che troppo poco.
Un ultimo consiglio
Non serve riempire ogni stanza di piante o trasformare la casa in una giungla, basta scegliere una o due piante per ambiente, pensarle bene in base alle condizioni di luce e umidità di quella stanza specifica e dar loro un minimo di attenzione regolare.
Parti da una stanza sola, quella che ti sembra più bisognosa di un po’ di verde, magari quella in cui passi più tempo. Metti una pianta nel posto giusto e guarda come cambia lo spazio, anche se niente si è spostato davvero. Se ti piace, aggiungine un’altra e poi magari un’altra ancora, non serve fare tutto in una volta.
E se una pianta non ce la fa? Non è una sconfitta, a volte il posto non era quello giusto, a volte l’abbiamo bagnata troppo o troppo poco.
Non scoraggiarti, riprova, magari con un’altra specie o in un angolo diverso della casa. Le piante non sono un esame da superare ma, un tocco di verde capace di arricchire i tuoi ambienti.
Per approfondire il tema della qualità dell’aria in casa e il ruolo delle piante, dai un’occhiata a questo approfondimento sulla purificazione dell’aria.




